20 febbraio 2009

Sulle critiche del Vaticano al Festival di Sanremo e il Maestro Antonio Scannagatti

Quando ho letto su Repubblica che il Vaticano ha voluto dire la sua sul Festival di Sanremo ho pensato: Ecco, ora la chiesa vuole mettere bocca anche in questo campo, e giù i giornali con titoloni strillati come "Vaticano e CEI criticano il festival" eccetera. In realtà andando ad approfondire mi sono reso conto che quanto espresso in un articolo sull'Osservatore Romano è più o meno quello che molti amanti della vera musica pensano della kermesse sanremese. Quando ad esempio ho visto Mina alle prese con Nessun Dorma, ho pensato esattamente le stesse cose scritte sull'organo della Santa Sede nell'articolo firma di Marcello Filotei.
"Puccini lo eseguono già in tutti i teatri del mondo, in continuazione, non c'è bisogno che un'artista straordinaria come Mina, nascosta dietro i riverberi dei mixer digitali, renda insapore una delle arie più note della lirica"

Sul fatto che la qualità musicale degli artisti in gara sia di livello molto basso non credo ci sia molto da obiettare (mi sono parse interessanti solo alcune voci femminili nelle nuove proposte)
Ma a me è piaciuto soprattutto il pezzo sui direttori d'orchestra:
la bacchetta del direttore (sia data) solo a chi assicuri di avere frequentato non le polverose aule dei conservatori, ma almeno le peripezie bandistiche del maestro Antonio Scannagatti, il cigno di Caianello reso immortale da Totò
.

1 commento:

outer ha detto...

D'accordo man. Eccetto per Mina, che però non ho ancora sentito il suo trattamento all'aria in questione.


Rimango quindi un po' dubbioso sul fatto che la ancora fra le pochissime migliori voci femminili italiane della 'musica leggera' [ termine che a me non dice assolutamente niente ] "renda insapore una delle arie più note della lirica"


Grande Totò, come sempre...