30 luglio 2013

Gigamesh

"Gilgamesh, dove vai? La vita che cerchi, non la troverai. Quando gli dei crearono l'umanità le assegnarono la morte, e tennero per sé la vita! Riempi il tuo stomaco, Gilgamesh. Fai festa giorno e notte, i tuoi vestiti siano puliti! Lava il tuo capo, lavati con acqua! Gioisci del bambino che ti tiene per mano, possa tua moglie godere di te. Questo è il destino degli uomini!"

Questi versi riportati sopra, tratti dal Gilgamesh, sono fra i più antichi che siano mai stati scritti, risalgono a circa 5000 (sì. avete letto bene, cinquemila) anni fa. Eppure sono così attuali! Ci ricordano che siamo mortali e che dobbiamo vivere cercando di trarre il meglio da ciò che ci può dare la vita.

E ho voluto scegliere proprio questi versi per "riaprire" ufficialmente il blog.

Mi sono sempre chiesto come mai nelle nostre scuole ci fanno studiare i testi classici come l'Iliade, l'Odissea o l'Eneide e invece viene totalmente ignorato il poema più antico dell'umanità, le cui prime versioni risalgono intorno al 3000 a.C.  Forse perché questo antico testo mesopotamico riporta storie che si trovano anche nella Bibbia... Soprattutto il racconto del Diluvio Universale, o L'albero della vita. D'altro canto come sappiamo gli ebrei vissero un lungo esilio (fra il VII e il VI sec. a.C.) in Babilonia in schiavitù, dove avevano un certo grado di libertà che permise loro di apprendere la cultura e la letteratura locale e fu proprio in Babilonia che cominciarono a scrivere i testi dell'Antico Testamento...

1 commento:

Giuliano Perticara ha detto...

ah! riecco i cooments. Bene man ! Allora Auguri per il nuovo Passaggio Notturno !! Interessante fra l'altro, viene da chiedermelo anche a me ...