Lo sapevo che il Circolo degli Artisti di Roma non sarebbe stato il posto idoneo per il concerto di Cristina Donà e ieri come prevedevo mi sono preso la mia bella dose di incazzature. Arrivo al locale abbastanza in anticipo da potermi piazzare proprio davanti al palco, e meno male, altrimenti considerando la mia statura non proprio elevata non so cosa avrei visto dato che il palco è alzato solo di mezzo metro. Invece della annunciata Nathalie il concerto viene aperto dal cantante chitarrista gallese Brychian (non sono sicuro che si scriva così), esegue un po' di brani accompagnato solo dalla chitarra acustica che suona egregiamente.
Cristina entra sul palco accompagnata solo dal suo chitarrista per eseguire Invisibile, gli altri musicisti fanno il loro ingresso nella parte finale del brano. Sono abbastanza vicino al palco da poter leggere le marche degli strumenti. L'acustica non è buona, spesso il basso emette delle vibrazioni che assomigliano a pernacchie. Dopo due brani ZAP! salta la luce! Fortuna che è stata ripristinata abbastanza celermente. L'areazione del locale è penosa, non si respira e per risolvere il problema per tre quarti di concerto è rimasta accesa una rumorosissima VENTOLA che è diventata il tormentone del concerto con gli "spegni la ventola" che venivano da più parti! Fortuna che c'è lei! Cristina, veramente un raggio di sole, ha preso tutto con filosofia scherzando sulla ventola e altre cose, bravissima, bellissima e pure sexy con quella camicetta di lamè quasi trasparente. La band era "essenziale", rispetto a quando la vidi a Tivoli si sentiva la mancanza di un sax, o di una tromba, anche se quest'ultima per la verità è stata più volte "imitata" da Cristina con la bocca che emetteva dei suoni che assomigliavano veramente ad un flicorno soprano.
La serata non è stata del tutto negativa, perché mi sono goduto il concerto ad un metro di distanza, ma se avesse suonato al La Palma sarebbe stata un'esperienza indimenticabile, come del resto fu il suo concerto al festival Jazz di Tivoli.
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