Un documento straordinario che ci offre un Massimo Urbani in forma smagliante, già l'intro iniziale solo di All The Things You Are è da brivido. Il disco contiene quattro brani, l'unico originale è I Got Rock che ricorderete come sigla RAI degli ultimi mondiali. L'intento della Philology Jazz è quello di far rivivere l'esperienza di un concerto, e all'inizio si sente la voce della presentatrice, i brani sono nell'ordine in cui sono stati eseguiti. Massimo Urbani sembra quasi impacciato, timido nel presentare i sui musicisti (Luca Flores - Piano / Pino Sallusti - Basso / Giampaolo Ascolese - Batteria), all'inizio e alla fine del concerto. Non so perché ma l'ultima frase alla fine del disco mi ha fatto venire i brividi: "Io sono Massimo Urbani all'Alto Sax, ciao e grazie"
Un aneddoto su Massimo Urbani del suo batterista Giampaolo Ascolese:
Giampaolo Ascolese:
Ci invitarono a un Capodanno sulla neve, tramite il club Billie Holiday, ci dissero: "Ragazzi stiamo una settimana fino a Capodanno e voi suonate lí", e io: "Ma siete sicuri che suoniamo a Capodanno? Guardate che il jazz la gente non lo vuole mai". -"Scherzate? Venite col quartetto di Massimo a suonare il jazz". A me è successo altre volte di essere stato invitato a suonare il jazz a Capodanno: e sempre, dopo solo due note, ci hanno fatto smettere subito chiedendoci la mazurka. Comunque, siamo andati a Cavedine, vicino Trento. Abbiamo fatto le prime tre serate, tranquillamente. Arriva la sera del 31 e cominciamo con uno standard. In quel momento entrarono cinquanta alpini, di quelli enormi, che volevano ballare. Ci è preso il panico e Massimo ha tirato fuori dal suo repertorio sei o sette pezzi di Raul Casadei che io non sapevo nemmeno che conoscesse. Ha tirato fuori due o tre tanghi famosi, La cumparsita, In the Mood: questo serví a calmarli; poi per fortuna è arrivato il padrone dell'albergo che aveva cinque cassette di musica popolare e cosí s'è salvata la serata. Se Massimo non avesse conosciuto quel repertorio, lí ci menavano. Non si è fatto prendere dal panico e non ha nemmeno avuto l'atteggiamento del jazzista.
Dal libro: L'avanguardia è nei sentimenti, vita morte, musica di Massimo Urbani, di Carola De Scipio, - Stampa Alternativa
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