8 maggio 2003

Massimo Urbani Quartet Live At Supino Jazz Festival 1987

Massimo Urbani Quartet Live At Supino Jazz Festival 1987Un documento straordinario che ci offre un Massimo Urbani in forma smagliante, già l'intro iniziale solo di All The Things You Are è da brivido. Il disco contiene quattro brani, l'unico originale è I Got Rock che ricorderete come sigla RAI degli ultimi mondiali. L'intento della Philology Jazz è quello di far rivivere l'esperienza di un concerto, e all'inizio si sente la voce della presentatrice, i brani sono nell'ordine in cui sono stati eseguiti. Massimo Urbani sembra quasi impacciato, timido nel presentare i sui musicisti (Luca Flores - Piano / Pino Sallusti - Basso / Giampaolo Ascolese - Batteria), all'inizio e alla fine del concerto. Non so perché ma l'ultima frase alla fine del disco mi ha fatto venire i brividi:

"Io sono Massimo Urbani all'Alto Sax, ciao e grazie"


Un aneddoto su Massimo Urbani del suo batterista Giampaolo Ascolese:


Giampaolo Ascolese:
Ci invitarono a un Capodanno sulla neve, tramite il club Billie Holiday, ci dissero: "Ragazzi stiamo una settimana fino a Capodanno e voi suonate lí", e io: "Ma siete sicuri che suoniamo a Capodanno? Guardate che il jazz la gente non lo vuole mai". -"Scherzate? Venite col quartetto di Massimo a suonare il jazz". A me è successo altre volte di essere stato invitato a suonare il jazz a Capodanno: e sempre, dopo solo due note, ci hanno fatto smettere subito chiedendoci la mazurka. Comunque, siamo andati a Cavedine, vicino Trento. Abbiamo fatto le prime tre serate, tranquillamente. Arriva la sera del 31 e cominciamo con uno standard. In quel momento entrarono cinquanta alpini, di quelli enormi, che volevano ballare. Ci è preso il panico e Massimo ha tirato fuori dal suo repertorio sei o sette pezzi di Raul Casadei che io non sapevo nemmeno che conoscesse. Ha tirato fuori due o tre tanghi famosi, La cumparsita, In the Mood: questo serví a calmarli; poi per fortuna è arrivato il padrone dell'albergo che aveva cinque cassette di musica popolare e cosí s'è salvata la serata. Se Massimo non avesse conosciuto quel repertorio, lí ci menavano. Non si è fatto prendere dal panico e non ha nemmeno avuto l'atteggiamento del jazzista.

Dal libro: L'avanguardia è nei sentimenti, vita morte, musica di Massimo Urbani, di Carola De Scipio, - Stampa Alternativa

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