Visualizzazione post con etichetta facebook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta facebook. Mostra tutti i post

12 agosto 2011

Cinque cosa da evitare su Facebook se si cerca lavoro.

Se cercate lavoro e usate facebook, be' dovreste stare molto attenti a ciò che pubblicate in bacheca. In America ormai sono parecchie le agenzie che setacciano la rete per cercare eventuali post che possano rendere un candidato inidoneo a ricoprire un certo posto di lavoro. La Stampa pubblica cinque cose da evitare di postare su Facebook se si cerca lavoro:

1. Reportage addicted. Evitare non solo di postare la foto della ragazza del mese di Playboy ma anche i resoconti delle serate di sbronza tra amici.

2. Trollisti. Attenzione ai commenti in bacheca, la propria e quella degli altri, potrebbero ritorcersi contro. Inutile correre ai ripari successivamente, si peggiora la situazione.

3. Gole profonde. Evitare apprezzamenti su persone e aziende con cui si ha avuto a che fare in passato. Nella razionale testa dell’head hunter si accende la lampadina “impiegato infedele”.

4. Troppi amici. Attenzione a chi aggiungete come contatto o a quali Fan Page dite “mi piace”. Un amico è sempre un amico agli occhi dell’head hunter, che importa se è un amico di Facebook che non avete mai incontrato di persona?

5. Negativi. Sorridere, sempre. Postare solo messaggi negativi o polemici non aiuta a farvi sembrare un impiegato modello, arrendevole e compiacente.

9 agosto 2011

Cambio di abitudini dei frequentatori di blog per colpa di Facebook.

Analizzando i flussi di traffico di questo blog mi sono reso conto di come siano cambiate le abitudini dei visitatori. Come potete verificare voi stessi non è che ci siano tantissimi commenti. Questo spazio ha un certo numero di lettori fissi, ma la stragrande maggioranza di chi ci capita lo fa tramite le ricerche su Google o altri motori. Una volta se qualcuno trovava un articolo scritto da me che reputava interessante lasciava un commento. Ora fa un'operazione diversa: clicca sull'iconcina con la F sotto al post, mi cita su Facebook e semmai il commento lo lascia proprio lì! Molti miei post infatti finiscono su Facebook e direi che è diventato la seconda fonte di traffico dopo Google. L'ultimo caso è quello del post sulla legge contro lo sconto sui libri: Arrivano da Google cercando questa notizia, poi la condividono su Facebook, e puntualmente subito dopo arrivano i loro amici che vedono la notizia sulla bacheca. Una routine che ormai si ripete spesso. Trattandosi di bacheche private non posso neanche vedere gli eventuali commenti generati, e la cosa mi scoccia. dannatissimo Facebook!!

17 dicembre 2009

Facebook e i gruppi pericolosi



Blogger, giornalisti e commentatori vari non avete capito niente, quando il Presidente del Senato Schifani oggi ha dichiarato: "Facebook più pericoloso dei gruppi degli anni Settanta" si riferiva senz'altro ai Cugini di Campagna.... ma che avevate pensato?

16 gennaio 2008

La CIA dietro Facebook?

Avvertenza: questo è un post complottista!

Credo di essere stato uno dei primi a scrivere di Social network in Italia in un post datato 19 novembre 2003, MySpace e Facebook non erano ancora popolari, anzi credo che neanche esistessero, c'era Tribe, che benché sia stato uno dei primi siti sociali non ha avuto le stesse fortune dei due che ho menzionato poco fa. Già allora mi chiedevo quale potesse essere l'utilità di questi aggregatori, e devo dire che me lo chiedo tuttora.

Per MySpace possiamo fare un discorso a parte perché è molto usato da musicisti, i quali sono soliti fare cose più creative che mettersi a cazzeggiare su internet e lo usano come mezzo promozionale. MySpace inoltre è odiatissimo da geeks e nerds della rete per l'aspetto grafico delle pagine di molti utenti che non rispettano assolutamente gli standard web. Geeks e nerds che invece amano molto Facebook. Se non hai il tuo spazio su Facebook ormai sei fuori. E dunque anche io mi ci ero iscritto, ma non l'ho trovato per niente utile, una specie di concentrato di internet fatto apposta per non farti uscire da lì. Ma se voglio frequentare un forum preferisco i newgroup, o al limite una mailing list. Inoltre continuavo a ricevere inviti fastidiosi per applicazioni e altra roba inutile e ho cercato di cancellarmi, ma pare la cosa sia impossibile, si può soltanto disattivare l'account, ma i tuoi dati rimangono nel loro database.

Comunque il motivo per cui ho dciso di scrivere questo post, non è tanto per criticare Facebook, ma per spiegare cosa c'è dietro. Molto illuminante a tale scopo è stata le lettura di un interessantissimo articolo di Tom Hodgkinson pubblicato il 14 gennaio scorso sul Guardian, che è la fonte principale per questo post.

Consideriamo il Board, i capi, quelli che comandano, insomma chi c'è dietro Facebook: Mark Zuckerberg, Peter Thiel e Jim Breyer

Mark Zuckerberg
Mark Zurbregger (classe 1984) è il tipico geek, asso del computer che ha inventato Facebook mentre era studente ad Harvard, il sito divenne in breve tempo molto popolare fra gli studenti della prestigiosa Università americana, ma a noi interessano di più gli altri due, quelli che ci hanno messo i soldi e che, di fatto, lo controllano.

Peter Thiel
Peter Thiel (classe 1967) è un mago della finanza multimilionario che va in giro con una McLaren da 500.000 dollari e ha un maggiordomo in livrea, è stato amministratore e co-fondatore di PayPal (Poi venduto a Ebay). Pare sia uno di quei capitalisti voraci che per raggiungere i propri obiettivi non guarda in faccia a nessuno. Una specie di Gekko, il finanziere senza scrupoli interpretato da Michael Douglas nel film Wall Street. Ha investito 500.000 dollari su Facebook agli inizi.
Insieme a David O. Sacks, ha scritto un libro intitolato: The Diversity Myth: 'Multiculturalism' and the Politics of Intolerance at Stanford. un attacco dettagliato al liberalismo e alle ideologie multiculturali che dominano all'Università di Stanford in California. Secondo lui la multicultura conduce a una diminuzione delle libertà individuali. I due a Stanford fondarono anche un giornale di estrema destra che viene ancora pubblicato The Stanford Review il cui motto è Fiat Lux!

Peter Thiel inoltre è membro dell'associazione ultraconservatrice The Vanguard il cui scopo è quello di ridisegnare l'America e il globo secondo valori conservatori in cui prevalga il libero mercato e il governo abbia un potere limitato.

E PayPal venne creato proprio perseguendo questi valori: Per Thiel, PayPal era una questione di libertà: permettere alla gente di evitare i controlli sulla valuta e far muovere i soldi in tutto il mondo (Trad. art. citato)

Jim Breyer
Ma veniamo al terzo investitore, meno famoso ai geeks degli altri due, ma non meno importante. E' entrato in Facebook nell'aprile del 2005 portando un investimento di 12,7milioni di dollari per conto della Accel Partners, una società di venture capital per mezzo della quale questo individuo risulta anche nei booard di Wal-Mart, la più grande catena di supermercati americana, e della Marvel la società di fumetti che detiene i diritti dell'Uomo Ragno, i Fantastici 4 etc. Jim Breyer è stato anche a capo della National Venture Capital Association, (NVCA) la potente associazione di chi investe nello Zuckerberg di turno, gente che sta davvero nelle stanze dei bottoni.

Ancora più preoccupante è un successivo flusso di dollari che sono stati versati su Facebook. la Greylock Venture Capital ha infatti investito sul social network la somma di 27,5 milioni di dollari. Fra i dirigenti della Greylock figura Howard Cox, anche lui ex capo della NVCA che è anche fra i dirigenti della In-Q-Tel, che credeteci o no è la società no-profit di Venture Capital della CIA!!!
C'è scritto chiaramente sul loro sito (Clic su MISSION->Our AIM):
In-Q-Tel identifies and partners with companies developing cutting-edge technologies to help deliver these solutions to the Central Intelligence Agency and the broader U.S. Intelligence Community (IC) to further their missions.

Come giustamente scrive il giornalista del Guardian la CIA ama le nuove tecnologie perché se ne serve per spiarci meglio.

Mi fermo qui, l'articolo sul Guardian che vi consiglio caldamente di leggere rivela moltre alte cose interessanti, io ho già sforato di parecchio la brevità che di solito caratterizza il post di un blog, e soprattutto di questo blog. Quello che mi interessava era mettervi la pulce nell'orecchio...

Se ti è piaciuto questo post, forse potrebbe interessarti un mio vecchio post complottista: Le Mani Sulla Rete