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27 agosto 2016
Irene Nemirovsky - Suite Francese
Un libro straordinario che racconta i giorni dell'occupazione nazista in Francia. La cosa incredibile è che si tratta di una narrazione quasi in tempo reale visto che l'autrice stava vivendo quelle vicende sulla sua pelle mentre le raccontava, eppure la guerra, l'occupazione sembrano quasi rimanere in secondo piano, ciò che salta agli occhi è l'incredibile analisi di come reagisce l'uomo in circostanze straordinarie con i personaggi che mettono a nudo tutta la loro meschinità.
Suite Francese avrebbe dovuto essere un grande libro diviso in cinque sezioni, un'opera epica sulla guerra e l'occupazione nazista inspirata per certi versi a Guerra e Pace, e del capolavoro di Tolstoj è possibile individuare qui e lì alcuni paralleli. Purtroppo ci sono giunte solo due parti, delle altre tre sono stati trovati solo alcuni abbozzi nei diari dell'autrice che morirà ad Aschwitz lasciando l'opera incompiuta. Credo che se fosse riuscita a portarla a termine avremmo avuto uno dei più grandi capolavori della letteratura del '900.
IRENE NEMIROVSKY
SUITE FRANCESE
EDIZIONI: ADELPHI
TITOLO ORIGINALE: SUITE FRANÇAISE
PUBBLICATO POSTUMO NEL 2004
25 luglio 2016
Il signore degli orfani - Adam Johnson
Ho cominciato questo libro avendo solo una vaga idea di cosa trattasse, sapevo che era ambientato in Corea del Nord ma per qualche motivo credevo si trattasse di un giallo. Sapevo anche che aveva vinto il Pulitzer e questo comunque ne giustidicava la lettura. Devo dire che ho scoperto un mondo terribile e affascinante allo stesso tempo. Con Il signore degli orfani si entra nel paese più chiuso del pianeta, la Corea del Nord appunto, si capisce come è organizzata questa dittatura dove il Caro Leader è visto come una divinità e può disporre a piacimento del bene o del male, se si invaghisce di una cantante d'opera giapponese si manda un commando a rapirla, i suoi luogotenenti rimangono fidati solo fino a quando gli conviene, e come tutti gli abitanti del paese sanno bene che un solo piccolo errore può costargli caro e farli spedire dritti nei terribili gulag "rieducativi" dove difficilmente ne usciranno vivi.
Il protagonista è un orfano di nome Jun Do che ricorda un po' il John Doe americano, ossia il personaggio comune, il "Mario Rossi", che per via di vicende assai complesse si troverà a prendere il posto di un famoso gerarca.
È difficile riuscire a sapere come funziona effettivamente la vita di tutti i giorni in Corea del Nord, tutte le immagini che ci arrivano sono edulcorate dal regime, Adam Johnson stesso, in un suo viaggio nel paese ha potuto visitare solo quello che i rigidi protocolli gli hanno consentito, quindi parte di quanto narrato si basa sui racconti degli esuli e parte è frutto di speculazioni dell'autore. Alla fine della lettura il messaggio chiaro e semplice che ci trasmette il libro è quanto siano terribili le dittature, che come la metafora usata nei campi di prigionia, succhiano il sangue dei cittadini.
ADAM JOHNSON
IL SIGNORE DEGLI ORFANI
EDIZIONI: MARSILIO
TITOLO ORIGINALE: THE ORPHAN MASTER'S SON
24 novembre 2015
[Recensione] Armando Polli - La cura della persona
È la prima volta che leggo un libro autoprodotto. Il primo appunto che mi sento di fare è puramente di tipo tecnico, la formattazione dell'ebook non è delle migliori. Mancano soprattutto le indentazioni delle prime righe dei paragrafi. Strano perché Streetlib, la piattaforma utilizzata dall'autore è stata creata dalla Simplicissimus Book Farm di quell'Antonio Tombolini che praticamente ha portato l'ebook in Italia (partecipai al primo storico BarCamp romano nel 2007 dove Il Tombolini in persona mostrò alcuni dei primi ereader, e da lì a poco me ne comprai uno).
Ho sempre pensato che leggere il libro di un'autore autpubblicato fosse una perdita di tempo. Visto il poco tempo che abbiamo per leggere tanto vale leggere autori già affermati. Ma non mi sono pentito affatto della lettura di "La cura della persona".
Vale le pena dire come mi sono imbattuto in quest'opera: una persona a me molto cara me l'ha consigliato perché riteneva che il protagonista mi assomigliasse in qualche modo. A parte la passione per la musica e la scrittura non ci ho trovato molte somiglianze devo dire. Che poi il protagonista, così come l'autore è un grande appassionato di Progressive, musica che non disdegno affatto, ma sebbene sia un ascoltatore onnivoro ho sempre preferito sonorità un po' più "sporche" come il blues, il rock (con molto blues) e ovviamente il jazz. Dove invece andiamo d'accordo è senza dubbio nel giudizio sulla West Coast che fa venire il mal di pancia anche a me.
Ma sto divagando, torniamo al romanzo. Devo dire che le prime pagine non invogliano molto a proseguire con la lettura, ci si imbatte subito infatti una serie di ricordi di infanzia e flussi di coscienza piuttosto noiosi, dopo aver resisito un po' finalmente comincia a prendere forma la storia, un sorta di giallo di provincia in cui il protagonista Nicola si trova in qualche modo invischiato nel rapimento di una bella ragazza di cui si invaghisce pur non avendola mai conosciuta. La mia impressione però è che la storia sebbene ben costruita almeno per i primi tre quarti, rimanga sempre sullo sfondo. Che cioè serva all'autore più che altro per propinarci ogni tanto i suoi ricordi e flussi di coscienza che continuano ad affiorare numerosi lungo tutto il corso dello scritto e che al lettore medio (io) potrebbero non interessare affatto.
Dicevo che la storia è ben costruita per i primi tre quarti, la parte finale poteva essere sviluppata meglio secondo me. Non mi è piaciuta la soluzione finale del giallo che ho trovato un po' patetica, ma tutto sommato congeniale al messaggio di "redenzione" che ha voluto darci l'autore. In quest'ottica possiamo senz'altro considerare "La cura della persona" un romanzo di formazione. Trovo molto curioso come tutti i personaggi che entrano casualmente nella storia siano collegati fra loro in quelche modo, la figlia di questo, il padre di quest'altro. Insomma un po' troppe coincidenze ma questo ci può stare anche se alla fine ne esce una storia per certi versi surreale.
Dove l'autore ha un grande talento è nella creazione dei personaggi, bastano pochi tratti per delineare personalità inconfondibili e che ci sembrano familiari in qualche modo (ogni appassionato di musica ha conoscituo almeno un Ennio nella vita). Originale l'idea di infilare nel romanzo una scheda con una specie di ritratto per ogni personaggio. Quello di creare tali schede è un consiglio che si trova in tutti i libri di scrittura creativa, ma di solito rimangono fuori, servono solo come riferimento personale all'autore, il quale in questo caso invece ce le ha infilate dentro permettendo al lettore di dare una sbirciata nella vita dei personaggi.
Vale la pena aver letto un libro se alla fine si ha la sensazione che ti abbia lasciato qualcosa dentro. E devo dire che alla fine quel "qualcosa" io ce l'ho trovato. Per le future opere consiglierei all'autore di concentrarsi di più sulla storia e meno sui ricordi e flussi di coscienza che sono la principale causa per cui di solito gli editori rifiutano i manoscritti.
Link utili
Il blog di Armando Polli con i rifermenti per chi fosse interessato all'acquisto del libro.
Un interessante sito di Armando Polli dedicato al Rock Progressive con numerose schede di gruppi anche misconosciuti
25 marzo 2011
Antonio Pennacchi - Canale Mussolini
Finalmente ho letto Canale Mussolini, dalle mie parti se ne è parlato molto perché in un certo senso è la nostra storia, la nostra epica, e allora io, figlio dell'Agro Pontino con tanto di nonno di Bosco Mesola e nonna di Codigoro (dove si svolgono molte vicende della prima parte) potevo forse esimermi dal leggerlo?
Devo dire che all'inizio la tecnica narrativa mi aveva lasciato un po' perplesso, con il narratore che racconta la storia a un ipotetico interlocutore, con tutti quei "Come dice scusi?" Quasi ad immaginarsi le domande che avrebbe fatto il lettore, ma poi il libro ti prende e scorre in un modo incredibile. E' un romanzo storico, sullo sfondo delle vicende della famiglia Peruzzi e della nascita dell'Agro Pontino, viene raccontata la storia italiana dalla fine del diciannovesimo secolo alla liberazione da parte degli americani dopo la Seconda Guerra Mondiale: il socialismo, la nascita del fascismo, l'assassinio di Don Minzoni, la marcia su roma, la campagna d'Africa le guerre, l'arrivo degli americani. Si parla anche della mia città, Aprilia, che "era proprio un gioiellino" progettata da due architetti ebrei e fascisti, prima della follia delle leggi razziali, completamente distrutta "fino all'ultima pietra" solo sette anni dopo l'inaugurazione nella battaglia seguita alla sbarco di Anzio; è stata ricostruita ma non è più come prima.
Dopo aver letto il libro, mio padre, che di molte vicende narrate è stato testimone, ha dichiarato: "L'era propio acsì!"
Mi ha ricordato un po' La Baia di James Michener, un libro che racconta l'intera storia degli Stati Uniti dall'arrivo dei primi pionieri allo scandalo Watergate atraverso le vicende di una famiglia, se vi è piaciuto Canale Mussolini ve lo consiglio caldamente anche se pare che al momento sia fuori catalogo, ma ne esistono decine di copie a pochi euro su Ebay.
Vai alla scheda del libro su BOL.it
SCARICA EBOOK da BOL.it
Devo dire che all'inizio la tecnica narrativa mi aveva lasciato un po' perplesso, con il narratore che racconta la storia a un ipotetico interlocutore, con tutti quei "Come dice scusi?" Quasi ad immaginarsi le domande che avrebbe fatto il lettore, ma poi il libro ti prende e scorre in un modo incredibile. E' un romanzo storico, sullo sfondo delle vicende della famiglia Peruzzi e della nascita dell'Agro Pontino, viene raccontata la storia italiana dalla fine del diciannovesimo secolo alla liberazione da parte degli americani dopo la Seconda Guerra Mondiale: il socialismo, la nascita del fascismo, l'assassinio di Don Minzoni, la marcia su roma, la campagna d'Africa le guerre, l'arrivo degli americani. Si parla anche della mia città, Aprilia, che "era proprio un gioiellino" progettata da due architetti ebrei e fascisti, prima della follia delle leggi razziali, completamente distrutta "fino all'ultima pietra" solo sette anni dopo l'inaugurazione nella battaglia seguita alla sbarco di Anzio; è stata ricostruita ma non è più come prima.
Dopo aver letto il libro, mio padre, che di molte vicende narrate è stato testimone, ha dichiarato: "L'era propio acsì!"
Mi ha ricordato un po' La Baia di James Michener, un libro che racconta l'intera storia degli Stati Uniti dall'arrivo dei primi pionieri allo scandalo Watergate atraverso le vicende di una famiglia, se vi è piaciuto Canale Mussolini ve lo consiglio caldamente anche se pare che al momento sia fuori catalogo, ma ne esistono decine di copie a pochi euro su Ebay.
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31 dicembre 2007
Caramel
Come ultimo post dell'anno vi scrivo di un film delizioso che ho visto ieri: Caramel, uno spaccato di vita in una Beirut diversa da come ci viene proposta dai telegiornali. In questo film non si parla mai della guerra e di tutti i problemi che hanno afflitto il Libano negli ultimi anni. C'è tutto un mondo che ruota attorno a un salone di bellezza, dove donne di età, estrazione sociale, orientamenti sessuali e religioni diverse creano una complicità tutta loro, in una società che cerca di emanciparsi ma dove ancora è forte la tradizione religiosa.Titolo: Caramel
Regia: Nadine Labaki
Visto al Cinema Oxer, Latina
Sito ufficiale del film: http://www.bacfilms.com/site/caramel/
Sito ufficiale di Nadine Labaki
Molto bella la colonna sonora di Khaled Mouzanar (marito della regista e protagonista del film Nadine Labaki) che può essere ascoltata sul sito del film.
Su YouTube ho trovato il trailer del film in lingua originale con sottotiltoli in inglese, ve lo propongo qui e auguro a tutti un Felice 2008!!!
26 settembre 2007
Cream - Disraeli Gears
Una volta mi piacevano molto le edizioni rimasterizzate di grandi dischi del passato, da un po' di tempo mi sto ricredendo. Non basta più aggiungere delle take alternative o inedite, che comunque se erano state scartate un motivo ci sarà. Ora la tendenza è quella di relizzare il doppio CD! Con la Deluxe Edition di Disraeli Gears dei Cream si è arrivati addirittura ad aggiungere un secondo disco che contiene gli stessi brani del primo, ma in versione mono! Sinceramente è una operazione che non capisco. I dischi si vendono poco, e si vuole cercare di rivendere quelli vecchi il più volte possibile. Il mio consiglio è di acquistare il CD classico di Disraeli Gears, quello con 11 brani, ma tutti "garantiti". E d'altro canto stiamo parlando di un disco che ha fatto la storia del rock. Una formazione esseniale, un trio potentissimo, che con una sapiente miscela di Blues, Rock, e Psichedelia ha saputo creare un sound magico che anche ai giorni nostri continua ad essere imitato.Band: Cream
Album: Disraeli Gears
Anno: 1967
Etichetta: Polydor
Disponibile su iTunes
Musicisti:
Eric Clapton: Chitarra
Jack Bruce: Basso e voce
Ginger Baker: Batteria
Mio giudizio: 10/10
24 settembre 2007
Piano, solo - il film su Luca Flores
La breve vita del pianista Luca Flores, raccontata in questo bellissimo film che parla di jazz, di solitudine, di problemi derivati da una personalità troppo sensibile. Un film intenso e drammatico. I familiari del pianista scomparso hanno collaborato con la troupe, dando il loro avallo alla sceneggiatura. Ad interpretare Luca Flores un bravissimo Kim Rossi Stuart. Grandi interpretazioni anche da parte di Paola Coltellesi nella parte della sorella di Flores Barbara e di Michele Placido nella parte del padre. Non mi ha convinto molto invece Jasmine Trinca nella parte della fidanzata Cinzia. Un vero cameo la breve apparizione di Maurizio Urbani nella parte del fratello Massimo. E d'altro canto risulta difficile pensare a Luca Flores senza pensare anche a Massimo Urbani, altro grande musicista prematuramente scomparso.Con Flores Urbani oltre ad averci suonato moltissime volte dal vivo, incise nel 1986 un disco straordinario: "Easy To Love", forse uno dei più bei dischi di jazz italiano. Poco dopo la realizzazione di quel disco Luca Flores cominciò a star male. Questa è una testimonianza del pianista Giovanni Ceccarelli di un incontro fra Massimo Urbani e Luca Flores nel 1989:
... Andammo al Caffé Voltaire perché c'era Luca Flores che Massimo voleva salutare. Conobbi Luca che era un pianista geniale. Fu contentissimo di vedere Massimo il quale parlava continuamente e lo abbracciava. Luca non disse una parola, sorrideva soltanto. Mi ricordo che Massimo ordinò un carbonara e se la finì in dieci secondi. Il cameriere gli portò via il piatto e dopo un quarto d'ora Massimo girandosi verso il cameriere disse "Man, quando la porti la carbonara?" Forse l'unica cosa che Luca disse quella sera fu: "Massimo l'hai già mangiata"
(Da "L'avanguardia è nei sentimenti, vita morte e musica di Massimo Urbani, di Carola De Scipio)

Luca Flores
Per trovare i dischi di Luca Flores
I dischi di Luca Flores fino a qualche anno fa erano introvabili, sono stati ristampati dalla sua etichetta in seguito all'enorme richiesta successiva alla pubblicazione della biografia scritta da Walter Veltroni "Il disco del mondo" da cui è stato tratto questo film. Probabilmente ora ci sarà una richiesta maggiore, è possibile ordinarli su Jazzos.
Kim Rossi Stuart sull'interpretazione di Luca Flores
Tra le difficoltà dell’interpretazione, c’è stata sicuramente quella di raggiungere credibilità nella tecnica pianistica, ma sono testardo, per un mese e mezzo sono stato sempre a suonare il piano. Per entrare nello spirito di Flores, ho avuto poi a disposizione un materiale molto forte che bisognava solo emotivamente accogliere. Sto parlando delle vere lettere di Luca alle sorelle e al padre, oltre i materiali video della sua infanzia in Mozambico che mi sono stati forniti dalla famiglia. Un traino davvero forte per entrare nel suo commovente personaggio: il suo è stato un viaggio negli inferi. Scriveva spesso: "Vorrei poter suonare dentro una casetta di plastica, quelle da giardino, e che la gente mi potesse ascoltare rimanendo fuori»
Guarda il trailer del film
Titolo: Piano, Solo
Regia: Riccardo Milani
Interpreti:
Kim Rossi Stuart - Luca Flores
Paola Coltellesi - Barbara Flores
Michele Placido - Giovanni Flores
Jasmine Trinca - Cinzia
Visto al Cinema Moderno, Anzio
9 settembre 2007
B. B. King - Kansas City 1972
Questo disco è blues allo stato puro, nel 1972 B. B. King era in forma più che mai e questa è la registrazione di un concerto memorabile. Sembra quasi di esserci a Kansas City mentre si ascolta il disco, King parla col pubblico, presenta scherzando i suoi eccezionali musicisti e suona magnificamente la sua chitarra Lucille. Un disco imperdibile per tutti gli amanti del blues.Artista: B. B. King
Album: Kansas City 1972
Anno: 1972
Etichetta: Charly Music
Disponibile su iTunes
Mio giudizio: 9/10
26 agosto 2007
Victor Hugo - I miserabili
Difficile elaborare un commento su uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale cercando di rispettare i canoni di brevità tipici di un blog. Scriverò dunque poche righe solo per dire che I miserabili di Hugo è uno di quei libri che ti lasciano dentro qualcosa, che ti fanno riflettere, piangere, gioire ed indignare. La vicenda è quella di Jean Valjean, un uomo condannato per aver rubato un pezzo di pane, e che grazie all'incontro con Monsignor Myriel riuscirà a trasformarsi e ad elevarsi nella società. Dovrà però fare sempre i conti con il funzionario di polizia Javert che non gli darà tregua e gli farà sempre ricordare da dove viene nonostante i traguardi raggiunti. Il libro parla di ingiustizie sociali, della difficoltà del rientro in società una volta che si è "marchiati" come miserabili, di sitemi sociali, di religione e di quale grande vento innovatore sia stata per tutta l'Europa la Rivoluzione Francese. Scheda libro su Bol.it
Su LiberLiber è disponibile una versione digitale gratuita de I Miserabili: qui clic qui per scaricarla
5 agosto 2007
Lee Morgan - The Cooker
Quando la Blue Note scoprì Lee Morgan un giovane trombettista di soli 18 anni, non se lo fece scappare, lo mise subito sotto contratto e gli fece sfornare una serie di dischi al ritmo di uno ogni due mesi. The Cooker è il quinto di questa serie che comprende 6 album. Lee Morgan aveva 19 anni quando incise questo capolavoro ma già suonava come un veterano, nella classifica di Downbeat era al terzo posto sotto Dizzy Gillespie e Miles Davis (era il 1957). La band che lo accompagna è di primordine, stiamo parlando di gente che ha fatto la storia del jazz.Artista: Lee Morgan
Album: The Cooker
Anno: 1957
Etichetta: Blue Note (Serie Rudy Van Gelder re-mastered)
Musicisti
Tromba: Lee Morgan
Sax Baritono: Pepper Adams
Pianoforte: Bobby Timmons
Contrabbasso: Paul Chambers
Batteria: Philly Joe Jones
Lista Brani
1. A Night In Tunisia
2. Heavy Dipper
3. Just One Of Those Things
4. Lover Man
5. New-Ma
6. Just One Of Those Things (Alternate Take)
Ascoltalo su iTunes
Mio giudizio: 9/10
1 luglio 2007
Shea Breaux Wells - Piece of the Light

È raro trovare una cantante jazz così brava e raffinata che sia anche un'ottima autrice, 10 dei 13 brani di questo splendido album sono stati composti da lei. Una menzione speciale per la canzone che chiude l'album, una bellissima cover di un celebre brano degli anni '80 "Always Something There to Remind Me".
Artista: Shea Breaux Wells
Titolo: Piece of the Lighty
Etichetta: Toshio Records
Anno: 2006
Lista Brani:
1. Soothe Me
2. Warm
3. Through the Fire
4. Piece of the Light
5. The Keeper
6. The Candy Man
7. State of Love
8. Blackbird
9. Finest of Lines
10. Ship of Music
11. Sands of Time
12. Nothing Stays the Same
13. Always Something There to Remind Me
Ascoltalo su iTunes
Mio giudizio: 7/10
30 giugno 2007
Silvius Leopold Weiss - Concerto per due liuti - Suite

Silvius Leopold Weiss era un compositore polacco del 18°secolo, visse diversi anni a Roma e fu infulenzato da Domenico Scarlatti. In questo CD i liutisti Bernhard Hofstötter e Dolores Costoyas ci propongono il suo splendido Concerto per due liuti.
I manoscritti originali delle suite contenute nel disco (eseguite dal solo Bernhard Hofstötter) sono stati recentemente ritrovati in una biblioteca di Vienna.
Un raro spaccato dei gusti musicali della prima metà del 18° secolo.
Etichetta: Atma Classique
17 giugno 2007
Kenny Rittenhouse - The Francis Suite

Kenny Rittenhouse è un apprezzato trombettista dell'area di Washington, DC, qusto è il suo primo album come solista ed è, nelle parole dello stesso artista, "Una suite in quattro movimenti dedicata alla mia famiglia". Tiny's Crib è dedicata al padre; The Sisterhood alle sue sorelle Penny, Ronda e la sua gemella Jennifer; Last of The Soul Brothers al fratello, e infine Francis, per la madre.
Un disco è suonato grande intensità, i brani sono tutti bellissimi ed esplorano diversi campi del jazz, pur mantenendo una certa unità. Originali le versioni di Amazing Grace e di You Are My Sunshine
Artista: Kenny Rittenhouse
Titolo: On The Way
Etichetta: Kaela
Anno: 2007
Lista Brani:
1. Malcolm's Return
2. Amazing Grace
3. Tiny's Crib
4. The Sisterhood
5. Last of The Soul Brothers
6. Francis
7. Body And Soul
8. Rhonda Lynne
9. You Are My Sunshine
10. Birdlike
11. The Sisterhood Revisited
Ascoltalo su iTunes
Mio giudizio: 8/10
15 giugno 2007
Abra Moore - On The Way

Un album dolce e riflessivo, di una bellezza struggente. La musica di Abra Moore ha qualcosa di onirico ed evocativo, non a caso, suoi brani compaiono in più di 20 fra film e serie televisive di Hollywood, fra cui Cruel Intentions, Sliding Doors, Dawson’s Creek e Melrose Place.
Realizzare questo disco mi ha fatto trovare il dolce equilibrio, la mia vita va bene e sono felice, queste canzoni sono un'instantanea del momento in cui mi trovo
Artista: Abra Moore
Titolo: On The Way
Etichetta: Sarathan
Anno: 2007
Lista Brani:
1. Into The Sunset
2. After All These Years
3. Sugarite
4. On The Way
5. Sorry
6. I Believe
7. Take Care Of Me
8. No Turning Back
9. You
10. Birthday Song
11. On The Way (Coda)
Ascoltalo su iTunes
Mio giudizio: 7/10
28 maggio 2007
George Duke - Face The Music

Il CD inizia con la voce del grande sassofonista Cannonball Adderley, registrata durante un concerto del 1971, che presenta George Duke, questo potrebbe far credere che si tratti di un album dal vivo, ma è solo un omaggio che Duke ha voluto fare ad Adderley, suo mentore. Il genere è quello a cui ci ha abituati George Duke, un soul jazz molto raffinato che strizza spesso l'occhio al funk. L'aver realizzato questo disco per un'etichetta indipendente, dopo anni di produzioni con le major, dà a Duke una libertà totale che fa di Face The Music forse uno dei suoi dischi più belli.
Lista Brani:
1. The Black Messiah (Part Two)
2. Chillin'
3. My Piano
4. Guess You're Not The One
5. Let's Roll
6. Ain't It Funky Now
7. Close To You
8. Another Way To Look At It
9. Creepin'
10. 10 Mile Jog
Etichetta: Bizarre Planet
Anno: 2002
Ascoltalo su iTunes
Mio giudizio: 7/10
Sito di George Duke
19 maggio 2007
Willie Pooch - Funk-N-Blues

Il blues di Willie Pooch (classe 1936) impreziosito dal magico groove di Tony Monaco un organista di una sensibilità acuta che ricorda per certi versi Jimmy Smith. Pooch ha una voce potente che nasce dalla grande scuola dei cori gospel americani e affronta gli standard del disco con grande maestria.
Lista Brani:
1. Why I Sing The Blues
2. House Arrest Blues
3. Cross My Heart Blues
4. In My Lonely Room
5. Same Old Blues
6. The Thrill Is Gone
7. Natural Ball
8. Buckeye Steel Mill Blues
9. Willie Rap
10. Georgia On My Mind
11. Everyday I Have The Blues
Willie Pooch - Voce
Tony Monaco - Organo Hammond
Rick Collura - Chitarra
Louis Tsamous - Batteria
Anno: 2006
Etichetta: Chicken Coup
Ascolta su iTunes:
Mio giudizio: 8/10
18 maggio 2007
Atlas Soul - Mabrouka

Quello degli Atlas Soul è un suono mediterraneo, con canzoni cantate in inglese, italiano, spagnolo, arabo ed ebraico. Questo gruppo che ha base a Boston e New York, crea una raffinata miscela di suoni latini, arabi, funk, jazz, blues. Una wolrd music a tutto campo insomma, impreziosita dalla bellissima voce della cantante italiana Angela Rossi (in realtà sono in molti a cantare nel gruppo). Questo EP Mabrouka mi ha ricordato molto l'Orchestra di Piazza Vittorio, e come il gruppo romano, gli Atlas Soul hanno anche delle finalità sociali: unire le culture e le musiche di popoli diversi, "World Music for World Peace!"
Lista Brani:
1 Angelo Mio (my Angel)
2 Quiereme Y Veras (love Me and You'll See)
3 Sole (sun)
4 Passa La Vida (life Goes On)
5 L'amour En Banlieue (love in the Suburbs)
Angela Rossi, voce - Alan Perez, voce e percussioni - Nadwa Al Rifai, voce - Tim Paul Wiener, basso - Walid Zairi, basso, oud & percussioni - Jon Simmons, trombone - Jason Kenyon, batteria - Anwar Souini, vocals - Jacques Pardo, voce, sax & chitarra.
Etichetta: JP
Anno: 2006
Ascoltalo su iTunes
Mio giudizio: 7/10
Sito degli Atlas Soul
15 maggio 2007
Mulgrew Miller - Live At The Kennedy Center (Volume One)

Nell'autunno del 2002, il Kennedy Center for the Performing Arts di Washington, DC aprì un jazz club molto intimo nella terrazza della propria sede: il KC Jazz Club. Il locale venne tenuto a battesimo il 5 settembre 2002 dal trio del pianista Mulgrew Miller, e questo disco è il primo di due magici set registrati quella notte.
Lista brani:
01. If I Should Lose You
02. When I Get There
03. From Day To Day
04. Skylark
05. Relaxin' At Camarillo
Etichetta: MaxJazz
Anno: 2006
Mulgrew Miller: Piano
Derrick Hodge: Basso
Rodney Green: Batteria
Ascolta su iTunes<
Sito di Mulgrew Miller
Mio giudizio: 8/10
18 aprile 2007
L'ultimo inquisitore
Attendevo con trepidazione di vedere questo film di Milos Forman, e tutto sommato mi è piaciuto, ma devo dire che probabilmente non era quello che mi aspettavo.
Lo svedese Stellan Skarsgård è un Goya improponibile, nei panni del grande pittore aragonese ci avrei visto meglio Javier Bardem che invece interpreta la parte di Padre Lorenzo. Mancano del tutto alcuni personaggi fondamentali nella corte spagnola di Carlo IV, come il ministro Godoy, amante della regina Isabella di Parma; i due erano i veri governanti di Spagna in quanto il re era un inetto che pensava più alla caccia che al governo (questo sì si evince dalla pellicola). Goya, riuscirà a dipingere questa corte con l'inettitudine dipinta sul volto nel celeberrimo quadro La Famiglia Reale (vedi questo mio vecchio post).Manca del tutto anche la Duchessa d'Alba, amante e protettrice di Goya.
La vicenda di Ines, la ragazza accusata di giudaismo dall'Inquisizione è altrettanto assurda quanto la storia di Mozart avvelenato da Salieri in Amadeus sempre di Milos Forman, così come quella dell'inquisitore Padre Lorenzo che torna da magistrato quando i bonapartisti occupano Madrid. Eppure queste vicende hanno lo scopo di farci comprendere l'assurdo di un paese che quando in Francia c'era la Rivoluzione, condannava ancora gli eretici nei tribunali della Santa Inquisizione, dell'esercito dei Mammalucchi egiziani di Bonaparte arrivati in Spagna per portare gli ideali della Rivoluzione, ma che si renderanno responsabili di assassinii, stupri e razzie e ancora la restaurazione con il ritorno dell'Inquisizione. In tutto questo nel film non sono riuscito a vedere il grande turbamento di Goya che lo porterà a dipingere capolavori come il 3 Maggio 1808 e soprattutto più tardi le Pinturas Negras, le Pitture Nere questi affreschi misteriosi che Goya dipingerà sui muri della sua residenza (la Quinta del sordo) prima di traferirsi in Francia. Dipinti pieni d'angoscia in cui si evince una visione amara circa le possibilità dell'umanità.
Le Pinturas Negras accompagnano i titoli di coda del film, ma io avrei voluto vedere un Goya disperato dipingere con violenza le facce grottesche e il sangue sui muri.
Guarda il trailer del film
Titolo: L'ultimo inquisitore
Titolo originale: Goya's Ghosts
Regia: Milos Forman
Interpreti:
Javier Bardem - Padre Lorenzo
Stellan Skarsgård - Francisco Goya
Natalie Portman - Ines/Alicia
Visto al Cinema Moderno, Anzio
Lo svedese Stellan Skarsgård è un Goya improponibile, nei panni del grande pittore aragonese ci avrei visto meglio Javier Bardem che invece interpreta la parte di Padre Lorenzo. Mancano del tutto alcuni personaggi fondamentali nella corte spagnola di Carlo IV, come il ministro Godoy, amante della regina Isabella di Parma; i due erano i veri governanti di Spagna in quanto il re era un inetto che pensava più alla caccia che al governo (questo sì si evince dalla pellicola). Goya, riuscirà a dipingere questa corte con l'inettitudine dipinta sul volto nel celeberrimo quadro La Famiglia Reale (vedi questo mio vecchio post).Manca del tutto anche la Duchessa d'Alba, amante e protettrice di Goya.
La vicenda di Ines, la ragazza accusata di giudaismo dall'Inquisizione è altrettanto assurda quanto la storia di Mozart avvelenato da Salieri in Amadeus sempre di Milos Forman, così come quella dell'inquisitore Padre Lorenzo che torna da magistrato quando i bonapartisti occupano Madrid. Eppure queste vicende hanno lo scopo di farci comprendere l'assurdo di un paese che quando in Francia c'era la Rivoluzione, condannava ancora gli eretici nei tribunali della Santa Inquisizione, dell'esercito dei Mammalucchi egiziani di Bonaparte arrivati in Spagna per portare gli ideali della Rivoluzione, ma che si renderanno responsabili di assassinii, stupri e razzie e ancora la restaurazione con il ritorno dell'Inquisizione. In tutto questo nel film non sono riuscito a vedere il grande turbamento di Goya che lo porterà a dipingere capolavori come il 3 Maggio 1808 e soprattutto più tardi le Pinturas Negras, le Pitture Nere questi affreschi misteriosi che Goya dipingerà sui muri della sua residenza (la Quinta del sordo) prima di traferirsi in Francia. Dipinti pieni d'angoscia in cui si evince una visione amara circa le possibilità dell'umanità.
Le Pinturas Negras accompagnano i titoli di coda del film, ma io avrei voluto vedere un Goya disperato dipingere con violenza le facce grottesche e il sangue sui muri.
Guarda il trailer del film
Titolo: L'ultimo inquisitore
Titolo originale: Goya's Ghosts
Regia: Milos Forman
Interpreti:
Javier Bardem - Padre Lorenzo
Stellan Skarsgård - Francisco Goya
Natalie Portman - Ines/Alicia
Visto al Cinema Moderno, Anzio
15 marzo 2007
L'uomo senza passato
Un bellissimo film by Aki Kaurismäki. L'uomo senza passato. Viviamo in un mondo ricco e questo è un viaggio fra i poveri e i dimenticati di una persona che ha perduto la memoria. E tuttavia lì, ai bordi della civiltà, trova amicizia e fratellanza impossibili da trovare altrove.Dialoghi e personaggi sono costruiti in un modo molto singolare, l'impressione è quella di vivere in una specie di sogno surreale. Un film "diverso" apprezzato molto da me e da Carla.
Titolo: L'uomo senza passato (Mies vailla menneisyyttä)
Anno: 2002
Regista: Aki Kaurismäki
Paese: Finlandia
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